La centocinquesima parola buona è Scoperta.
Un'amica ha raccontato in un libro il viaggio compiuto dentro i suoi ricordi dell'infanzia e della gioventù.
La centoquattresima parola buona è Flessibilità.
Michele - il nome é di fantasia - è un giovane imprenditore di larghe vedute. Tiene molto ai suoi dipendenti e li considera quasi parte della sua famiglia.
La centotreesima parola buona è Sguardo.
Stavo parcheggiando quando, vicino alla mia auto, ho adocchiato una mamma, una bimba di poco più di tre anni e una carrozzina con dentro un neonato appisolato.
Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase? In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.